Chi Siamo
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Tenute Eusino: dove l’Oriente incontrò la Puglia.
Ci sono luoghi in cui la storia non scorre semplicemente: si deposita. Strato dopo strato, come la terra che accoglie la vite e ne custodisce la memoria. La Puglia è uno di questi luoghi. Da sempre ponte tra oriente e occidente, ha fatto dell’accoglienza la sua identità più profonda: popoli, lingue e culture hanno trovato qui non un passaggio provvisorio, ma un approdo fertile, capace di trasformare ogni incontro in eredità.
Già ai tempi della colonizzazione greca, questa regione fioriva come una nuova frontiera del Mediterraneo. Città splendide, figlie della Magna Grecia, divennero faro culturale e artistico al pari — e talvolta oltre — le loro stesse matrici elleniche. Era un sud vivace, aperto, permeabile al nuovo, eppure saldo nelle sue radici.
Fu in questo terreno ricettivo che, secoli più tardi, giunsero i monaci basiliani. Arrivati da Costantinopoli al seguito del generale Belisario nel VI secolo, e poi nuovamente nell’VIII in fuga dall’iconoclastia di Leone III, portarono con sé molto più che abiti monastici: portarono icone, saperi agricoli, un modo di vivere il sacro che si diffuse nelle campagne, nelle grotte affrescate, nelle piccole comunità rurali del Sud. E soprattutto portarono una trama culturale sottile e persistente, un fil rouge destinato a intrecciare ancora a lungo l’Oriente con queste terre.
E ancora, nel Cinquecento, un’altra onda migratoria raggiunse l’Italia meridionale: gli albanesi di rito bizantino, in fuga dall’espansione ottomana, trovarono rifugio nelle campagne del Sud, custodendo lingua, riti e memorie orientali. La Puglia, ancora una volta, aprì le braccia.
In questo lungo racconto di arrivi e radicamenti entra anche Carosino, piccolo paese ma grande crocevia di storie. C’è chi ha ipotizzato che il suo nome derivi da Eusino, termine greco usato per indicare il Mar Nero — Euxeinos Pontos, “il mare ospitale” dopo il passaggio degli Argonauti. Un appellativo che evocava protezione, apertura, un porto sicuro per chi veniva da lontano. Secondo questa interpretazione, anche le tradizioni locali conserverebbero ancora oggi l’eco di quell’antica idea di ospitalità nata sulle rive del Bosforo e approdata nel cuore del Mediterraneo.
Ecco perché Eusino non è solo un nome: è una promessa. È il ricordo di una terra che non respinge ma accoglie; di un passaggio continuo di culture che ha nutrito la sua identità; di un dialogo tra mari e popoli che dura da millenni.
Ed è da questa eredità di ospitalità, profondità e incontro che nasce Tenute Eusino: una realtà che vuole custodire questo spirito antico e trasformarlo in vino, in esperienza, in racconto. Un invito a entrare, a condividere, a sentirsi a casa. Sempre.
I fratelli Fiorino
Cordella Valeria, ditta individuale
L’attività agricola dei fratelli Fiorino Cosimo e Alessandro comincia nell’ottobre 2013, partendo in maniera informale dalla conduzione dei vigneti di proprietà della madre, signora Cordella Valeria Mara, titolare di ditta individuale.
Superfice vitata: circa 15.000 m2.
La superfice vitata raddoppia
La superficie vitata condotta raddoppia la superficie, passando da circa 15.000 a circa 30.000 m2.
Nuova ditta individuale Cosimo Fiorino
A partire dal 2019 i vigneti sono condotti dall’azienda agricola individuale di nuova costituzione denominata Cosimo Fiorino.
Il target effettivo a cui si rivolge lo specifico prodotto sono le cantine vinicole private ricadenti nell’areale del Primitivo di Manduria DOC per la produzione di Primitivo di Manduria DOC e le cantine vinicole private pugliesi per la produzione del Primitivo IGT.
Nasce Tenute Eusino
Adeguamento della struttura aziendale,
produttiva, commerciale e amministrativa e incremento della supefrce vitata di ulteriori 20 ettari e conseguente aumento di produzione viticola.
La prima etichetta: Sannà
Nasce “Sannà”, il nostro primo Primitivo di Manduria DOC: rappresenta la tradizione, la nostra pietra miliare.
Parte la nostra avventura online con la pubblicazione del nuovo ecommerce.
Scrivici, il vino è solo l’inizio
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